Blog e disagio
October 25th, 2007
Ebbene sì, lo debbo confessare: l'idea di tenere un blog mi reca un certo disagio.
Mi pare che troppi non facciano quasi altro che ripetere cose scritte da altri, seguire o provare a imporre le mode, scambiarsi «memi» privi di consistenza... tanto che pare che non abbiano nulla realmente di cui parlare. Forse non è insensato usare un blog anche per trovare degli spunti e delle idee, ma per quanto mi riguarda vorrei prima di tutto esporre i miei pensieri, che poi assumendo una forma scritta potranno articolarsi meglio, proprio come mi potrebbe succedere con questo post.
Nei blog italiani che leggo (molto meno in quelli stranieri, ma devo dire che tra questi ultimi leggo soprattutto blog di argomento tecnico) trovo spessissimo cose già lette altrove, notizie riportate da quotidiani, e così via. Le idee nuove, i pensieri originali, i racconti interessanti, i saggi approfonditi rimangono piacevoli sorprese, che non mancano di entusiasmarmi un po', ogni tanto.
Forse sto troppo in rete e leggo troppo, sicché mi lascio prendere troppo dalle abitudini, dai feed, e così via, ma forse il problema è anche di chi i blog li scrive (Non includetemi! Non scrivo mai!). Quelli che scrivono di più di solito sono i più bravi a scrivere, però io li immagino lì per lunghe ore a cercare immagini, riferimenti, spunti, a esaminare i commenti, magari rispondere a tutti... Come non stupirsi se si finisce col rinchiudersi in una tediosa autoreferenzialità e lo scrivere per il web diventa copywriting di routine, per quanto possa essere un utile passatempo? Credo che rimanere quattro ore o più ogni giorno a curare il proprio blog non abbia molto senso per un blog personale, a meno che si opti per guadagnare un buon gruzzolo di denaro grazie alle visite «concesse» da link e motori di ricerca.
Per me un blog è come un incrocio tra un diario e una lavagna: mi piacerebbe scriverci semplicemente le cose importanti che mi voglio segnare, quel che ho pensato e che penso mi possa essere utile rammentare, quel che mi è venuto voglia di scrivere, ma non tutti i siti stupidi che ho guardato, i link divertenti che mi hanno passato, e altre cose che credo non importino realmente agli altri. Potrei inondarvi di piacevoli frivolezze soltanto se (oltre ad esserne capace ed averne il tempo) lo facessi in un luogo apposito. E se volete semplicemente parlare con me non fatelo tramite commenti o post sui vostri blog, a meno che davvero pensiate che possa interessare a qualcuno...
Il mezzo del weblog, blog se preferite, è difficile da utillizzare. Non richiede grosse competenze informatiche, così come al giornalista della carta stampata non sono in genere richieste cognizioni di tipografia, ma presuppone un vasto insieme di scelte tecniche, dall'approccio con chi legge (spesso anche giustamente lasciato un po' al caso) alla modalità di scrittura alle scelte stilistiche... che a volte credo rischino di diventare più importante dei contenuti stessi, della loro rilevanza, completezza (ove desiderata), obiettività (ove richiesta)...
Quando mi rimetto a provare a scrivere su un mio weblog ho come l'impressione di riaffacciarmi ad una sorta di comunità di persone (i «bloggers» naturalmente!) che hanno un loro modo di fare, degli argomenti di cui parlare, loro ricercati stili, contenuti adatti e interessanti presi dalle fonti giuste. Non voglio fare il solito snob che taccia gli altri di snobismo, ma ho paura di entrare in un mondo che troppo spesso mi sembra parallelo o al più vagamente obliquo alla realtà piuttosto che attraversarla profondamente.
2960 Responses to “Blog e disagio”
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