Lucas Nussbaum di Debian e altri hanno aperto su freedesktop.org una lista per discussioni e collaborazione tra le distribuzioni (GNU/Linux, *BSD, OpenSolaris, etc.). Leggendo l'annuncio inviato alla lista principale di sviluppo di Debian sono rimasto entusiasta, così mi sono già iscritto e presentato.

Penso che una migliore collaborazione tra distribuzioni possa portare a ottimi risultati, specialmente se non si limiterà a un pur auspicabilissimo maggiore scambio di informazioni tra maintainer dei medesimi software; pensate a quante idee e progetti, rimanendo meno confinati, potranno più facilmente e rapidamente emergere e trovare applicazione... Sono ottimista! ;)

P.S.: Ovviamente si confida in una larga partecipazione!

Elettrodata non è perfetta. Il suo stesso sito web lo denuncia: graficamente è stato rinnovato, ma è scritto con ASP (il che può traquillamente giustificare parecchie pecche, suppongo), contiene testi imprecisi e... mi pare che usi male i parametri HTTP.

Ad ogni modo, vedo che anche la linea di prodotti è stata rinnovata. Vedo portatili colorati (li ho pure scorti su qualche cartellone pubblicitario) e con caratteristiche molto ricche (non saprei darvi un link esatto... ma li trovate inequivocabilmente sul sito!). Quel che resta è il brand Nevada (anzi, NEV@DA) e la possibilità di comprare la maggior parte dei modelli di notebook senza il bundle con la licenza di un sistema operativo (ovviamente in tutte le pagine campeggia la scritta «Elettrodata consiglia Windows Vista™ Ultimate» che Microsoft impone evidentemente a OEM e rivenditori). Non ricordo se è nuova anche la possibilità di ordinare dall'Internet!

Non si tratta di prodotti particolarmente economici, però se Elettrodata ha effettivamente rinnovato la sua linea di prodotti (in passato non sempre particolarmente rinomati) potrebbe essere per molti il caso di dar loro un'occhiata: in Italia non ci sono tante possibilità di comprare dei portatili senza pagare (inutili) licenze a Microsoft, o alla meglio a Apple. Dato che vendono in negozi (oltre che cash & carry) dovrebbe esserci la possibilità di toccare con mano...

ejabberd, release 2.0.0!

February 22nd, 2008

È noto che specialmente per la messaggistica professionale in aziende di grandi e medie dimensioni il protocollo XEP / Jabber sta ormai diventando un vero e proprio standard de facto, grazie alla sua flessibilità e alle svariate implementazioni disponibili.

Mi pare quindi una notizia degna di menzione che dopo più di un anno e mezzo di lavoro, ejabberd, probabilmente il più amato server libero per la messaggistica istantanea basato su XMPP / Jabber, è finalmente (ieri) giunto alla release 2.0.0. Il software sviluppato da Process-one, che si distingue dal principale rivale Openfire di Ignite Realtime puntando particolarmente su scalabilità e robustezza, implementa ora diverse nuove importanti estensioni ufficiali (XEP), ed ha subito parecchie altre innovazioni, che sembrano poterlo rendere ancora più interessante per setup «impegnativi»!

Grazie a chi scrive, finalmente il software in questione è (quasi tutto?) localizzato in italiano. :-) Devo dire di non averlo utilizzato molto nelle precedenti versioni, ma quando ho provato ad installarlo se ben ricordo ho ricevuto un eccellente supporto, così...

Naturalmente è disponibile una nota con una sintesi delle principali novità.

Software... troppo italiano?

December 19th, 2007

Ho preparato un'apposita pagina sul wiki di Debian perché si possa tenere traccia di software (libero) con sito web in interfacce, siti web o documentazione in italiano e non in inglese, o utile solo in Italia. Invito tutti a contribuire. L'intento, come ho già spiegato agli sviluppatori e traduttori italiani, è molteplice:

  • fare venire più persone a conoscenza di software interessante;
  • coadiuvare la pacchettizzazione di software «non internazionalizzato»;
  • espandere in qualche caso la fruibilità di software che allo stato attuale è utile solo o precipuamente per chi sta in Italia o capisce l'italiano.
  • (eventualmente) contribuire alla creazione di un repository per software utile solo in Italia, magari «ingombrante» per l'archivio, per cui sarebbe uno sforzo inutile l'internazionalizzazione...
  • etc.

Forse è il caso che scriva anche un post in inglese! Ho appena aggiunto il relativo feed del mio blog all'English Debian-Community Planet.

Apprendo con qualche giorno di ritardo tramite Alessandro Ronchi che con un breve emendamento alla legge finanziaria in via di approvazione si dà un riconoscimento giuridico e fiscale ai G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale). Rimando al link per i dettagli e il testo dell'emendamento.

Sono contento di vedere modelli di economia più «umani» acquistare forza. Il fatto che la gestione organizzativa e logistica di un G.A.S. appaia spesso piuttosto problematica, dall'interno come dall'esterno, mi fa semplicemente pensare che il futuro, avanzi sempre con i nostri passi lenti e cauti, la realtà è che molte persone stanno credendo realmente in progetti di questo genere ed hanno ottenuto tanti piccoli risultati - a volte meravigliosi - e che dobbiamo saper affrontare con fiducia molti cambiamenti, anche quando sembrano doverci creare più problemi dei tanti che già abbiamo. (Parlo innanzittutto per me, poi per voi, «tanto è gratis»!)

Ricostruire l'economia mondiale non è impossibile, se si continuano a progettare e costruire piccoli pezzi. Naturalmente è soltanto la mia opinione, sono sempre disposto a parlarne.

Domani, sabato 16 novembre 2007, sfilerò in corteo a Genova, e invito chiunque condivida le motivazioni a farlo (dalla Stazione Centrale di Milano si parte la mattina alle 11). A tal proposito non ho molto da dire di interessante, di più profondo e significativo di quanto altri hanno già scritto e scriveranno: sei anni fa non ero presente e il mio stadio di presa di coscienza, di maturazione civica non mi dà tante opportunità, quindi dico la mia senza troppo spreco di tempo mio e di chi legge.

Vado a Genova perché non si chiuda un processo dalle forti implicazioni politiche e simboliche con venticinque capri espiatori. Ci vado perché i fatti del luglio del 2001 sono parte di una memoria storica e civica comune, ed è in quest'ambito prima di tutto che bisogna rieleborare quanto accadde. Non sarà una commissione parlamentare di inchiesta a stabilire la storia. Siamo noi cittadini a doverci muovere per avere - o per essere noi stessi - la nostra storia, che vada al di là delle sentenze e dei provvedimenti dei corpi dello Stato, e dove c'è bisogno al di là di quanto è agli atti. Vado perché non si ignori tale esigenza, comune a noi tutti, prima vittime e quindi testimoni, perché sia un'esigenza che generi giustizia, quella dei tribunali e quella della memoria. Se poi gravi delitti rimarranno impuniti, non è questo il tempo né questa è la sede per denunciarlo. Ora è tempo di piantare i piedi per terra e di chiedere e cercare delle verità, sui fatti, sulle persone e sulle cause. Senza di esse anche interpretare sarà impossibile o inefficace. E poi vado - ma credo che sia lo stesso - perché non si dimentichi e si possa evitare di cadere troppo presto troppo in basso.


P.S. Se sono fumoso scusatemi, non sempre so pensare e anche a scrivere non me la cavo benissimo, e allora piuttosto che lasciarmi andare a modi ipocriti mi aggrappo a tutto, persino a retorica da quattro soldi (excusatio non petita, presumo, ma non mi importa).

Voglio segnalare un articolo di Giancarlo Consonni che trovo illuminante circa la situazione delle ex aree industriali di Sesto San Giovanni, le necessità della città e i problemi (soprattutto, le lacune) degli attuali piani - in particolare il piano «di Piano» -. Sono contento di leggere finalmente una critica ragionata da parte di un architetto che sembra capire qualcosa di urbanistica (non ho la fortuna di conoscerlo). Non sono riuscito vedere l'esposizione di cui parla, ma cercherò di farmi raccontare qualcosa da chi dovrebbe averla vista.

Anche se le aree sono ormai in mano a noti speculatori immobiliari, la cittadinanza può e dovrebbe interessarsi nella sua interezza a quanto è in progetto per aree così vaste e importanti del territorio, e per le persone che vi abitano e quelle (probabilmente ben più di diecimila) che vi abiteranno. Il comune è messo alle strette da proposte difficilmente rifiutabili, ma migliorare l'attuale piano sarebbe possibile. La partecipazione è difficile, e le occasioni finora sono state quasi soltanto formali, ma credo che ci sia ancora spazio per dei serii tentativi. I soliti pochi non ce la possono fare, occorre un interesse più ampio e generalizzato.

Non vi fornisco altri link per ora, se siete interessati cercate voi! Però sicuramente ritornerò sull'argomento.

Tutti i driver per X!

November 3rd, 2007

aptitude purge xserver-xorg-video-apm xserver-xorg-video-ark xserver-xorg-video-ati xserver-xorg-video-chips xserver-xorg-video-cirrus xserver-xorg-video-cyrix xserver-xorg-video-dummy xserver-xorg-video-glint xserver-xorg-video-i128 xserver-xorg-video-i740 xserver-xorg-video-imstt xserver-xorg-video-mga xserver-xorg-video-neomagic xserver-xorg-video-newport xserver-xorg-video-nsc xserver-xorg-video-nv xserver-xorg-video-rendition xserver-xorg-video-s3 xserver-xorg-video-s3virge xserver-xorg-video-savage xserver-xorg-video-siliconmotion xserver-xorg-video-sis xserver-xorg-video-sisusb xserver-xorg-video-tdfx xserver-xorg-video-tga xserver-xorg-video-trident xserver-xorg-video-tseng xserver-xorg-video-vga xserver-xorg-video-via xserver-xorg-video-vmware xserver-xorg-video-voodoo

Tutti driver (installati tramite xserver-xorg-video-all) che ovviamente non mi servivano... (una curiosità: soltanto xserver-xorg-video-via aveva effettivamente file di configurazione da rimuovere.)

E se l'installer di Debian lasciasse solo quello che serve (più eventualmente xserver-xorg-video-vesa come fallback e volendo xserver-xorg-v4l)? Magari dopo averti lasciato fare qualche prova (a volte penso che ci vorrebbe una sorta di post-installer...)?

Vabbe', sono soltanto circa 6971kB, ma del resto non vedrei reali controindicazioni per la possibilità di averli subito liberi!

E comunque non ditemi che devo installare con il solo task 'standard', perché gli altri task devono pur essere utili (e poter funzionare al meglio)!

Suggerimenti? Pensieri? Osservazioni?

Ah, naturalmente quello che uso è xserver-xorg-video-i810.

Sono stato molto contento questo pomeriggio di conoscere dal vivo ad Alessandria gli amici di FASoLi (tutti rigorosamente debianisti!), alle prese con il loro primo Linux Day! Non è andato tutto come previsto, non sono stati tenuti talk per via della mancanza di pubblico, ma visto che sono un gruppo nuovo, che sono in tre e indaffarati, e che a poche centinaia di metri (ma in una zona con maggiore visibiltà) c'era il Linux Day di ALLUG, peraltro meglio pubblicizzato, non credo siano rimasti realmente delusi. I "fruitori" dell'evento sono stati forse quattro (secondo la questura soltanto uno... :-D ) ma realmente interessati, per questa volta sono stati di più gli amici richiamati dall'iniziativa, il che lascia ben sperare per il futuro! Forse FASoLi non organizzerà mai un classico Linux Day, con grande installation party e tanti seminari di introduzione all'uso di diversi software in ambiente GNU/Linux. Nel promuovere il software libero - ne convengo con Davide Truffa - mostrare «che cos'è Linux» non è più la cosa più importante. Occorre valorizzare il software libero e le comunità che vi fanno riferimento dando importanza a quegli stessi motivi per cui ne si sostiene la causa, occorre cercare un reale coinvolgimento delle persone che si intende e si riesce a raggiungere. Non credo che il concetto di user group come gruppo di aiuto sia da scartare, ma è opportuno saper distinguere tra il semplice aiutare le persone con GNU/Linux e affini e il coinvolgerle nel vero spirito che anima la comunità. Non ho mai partecipato attivamente (e quasi nemmeno come spettatore) ad un Linux Day, ma per quanto sono abituato a leggere nelle mailing list tecniche e di discussione ho l'impressione che FASoLi stia cogliendo e condividendo le questioni più importanti che riguardano l'informatica (libera) e che ci siano i requisiti perché possa riuscire a dare loro un ruolo tangibile anche fuori dagli hacklab, nella vita di persone che non si metteranno mai a scrivere un driver per la loro scheda di rete.

Blog e disagio

October 25th, 2007

Ebbene sì, lo debbo confessare: l'idea di tenere un blog mi reca un certo disagio. Mi pare che troppi non facciano quasi altro che ripetere cose scritte da altri, seguire o provare a imporre le mode, scambiarsi «memi» privi di consistenza... tanto che pare che non abbiano nulla realmente di cui parlare. Forse non è insensato usare un blog anche per trovare degli spunti e delle idee, ma per quanto mi riguarda vorrei prima di tutto esporre i miei pensieri, che poi assumendo una forma scritta potranno articolarsi meglio, proprio come mi potrebbe succedere con questo post. Nei blog italiani che leggo (molto meno in quelli stranieri, ma devo dire che tra questi ultimi leggo soprattutto blog di argomento tecnico) trovo spessissimo cose già lette altrove, notizie riportate da quotidiani, e così via. Le idee nuove, i pensieri originali, i racconti interessanti, i saggi approfonditi rimangono piacevoli sorprese, che non mancano di entusiasmarmi un po', ogni tanto. Forse sto troppo in rete e leggo troppo, sicché mi lascio prendere troppo dalle abitudini, dai feed, e così via, ma forse il problema è anche di chi i blog li scrive (Non includetemi! Non scrivo mai!). Quelli che scrivono di più di solito sono i più bravi a scrivere, però io li immagino lì per lunghe ore a cercare immagini, riferimenti, spunti, a esaminare i commenti, magari rispondere a tutti... Come non stupirsi se si finisce col rinchiudersi in una tediosa autoreferenzialità e lo scrivere per il web diventa copywriting di routine, per quanto possa essere un utile passatempo? Credo che rimanere quattro ore o più ogni giorno a curare il proprio blog non abbia molto senso per un blog personale, a meno che si opti per guadagnare un buon gruzzolo di denaro grazie alle visite «concesse» da link e motori di ricerca. Per me un blog è come un incrocio tra un diario e una lavagna: mi piacerebbe scriverci semplicemente le cose importanti che mi voglio segnare, quel che ho pensato e che penso mi possa essere utile rammentare, quel che mi è venuto voglia di scrivere, ma non tutti i siti stupidi che ho guardato, i link divertenti che mi hanno passato, e altre cose che credo non importino realmente agli altri. Potrei inondarvi di piacevoli frivolezze soltanto se (oltre ad esserne capace ed averne il tempo) lo facessi in un luogo apposito. E se volete semplicemente parlare con me non fatelo tramite commenti o post sui vostri blog, a meno che davvero pensiate che possa interessare a qualcuno... Il mezzo del weblog, blog se preferite, è difficile da utillizzare. Non richiede grosse competenze informatiche, così come al giornalista della carta stampata non sono in genere richieste cognizioni di tipografia, ma presuppone un vasto insieme di scelte tecniche, dall'approccio con chi legge (spesso anche giustamente lasciato un po' al caso) alla modalità di scrittura alle scelte stilistiche... che a volte credo rischino di diventare più importante dei contenuti stessi, della loro rilevanza, completezza (ove desiderata), obiettività (ove richiesta)... Quando mi rimetto a provare a scrivere su un mio weblog ho come l'impressione di riaffacciarmi ad una sorta di comunità di persone (i «bloggers» naturalmente!) che hanno un loro modo di fare, degli argomenti di cui parlare, loro ricercati stili, contenuti adatti e interessanti presi dalle fonti giuste. Non voglio fare il solito snob che taccia gli altri di snobismo, ma ho paura di entrare in un mondo che troppo spesso mi sembra parallelo o al più vagamente obliquo alla realtà piuttosto che attraversarla profondamente.

"downloadare"?

May 16th, 2007

Primo post, nulla di particolarmente importante. Cominciare con le cose importanti è decisamente difficile, per persone confuse. Soltanto, come ci riporta un noto portale molto aggiornato e relativamente ricco (in special modo di riassuntini sui fatti del giorno e di pornografia soft) come repubblica.it, che in Italia riesce perfino ad essere tra i pochi migliori nel suo genere, nell'ultima edizione del famoso dizionario Devoto - Oli è stato inserito tra gli altri il verbo "downloadare". Non ho mai avuto una copia del dizionario Devoto - Oli e non so quali siano i sui criteri di inclusione, ma includere un termine in un autorevole dizionario mi sembra che gli debba conferire una qualche rispettabilità. Per ora sono convinto che "downloadare" sia un neologismo del tutto estemporaneo, troppo brutto e semanticamente ininfluente per meritare l'inclusione in un dizionario - la presenza del preverbo poi me lo rende alquanto insostenibile! -, se non come richiamo. Formare nuovi verbi italiani da verbi di altre lingue è lecito e spesso decisamente utile, ma qualche volta sono troppo leggeri perché si possa pretendere che si stratifichino nel vocabolario! Comunque, a pensarci bene, è un bel po' che mangio poca crusca.